Antiriciclaggio 2025 per studi professionali: cosa cambia e come adeguarsi


antiriciclaggio studi professionali, obblighi D.Lgs. 231/2007, adeguata verifica, conservazione documentale
pubblicato il 30/05/2025




Introduzione
Nel 2025 gli studi professionali restano saldamente nel mirino della normativa antiriciclaggio. Nonostante l’apparente stabilità normativa, il quadro operativo si fa sempre più complesso, tra obblighi documentali, valutazione del rischio e digitalizzazione dei processi. In questo articolo riepiloghiamo gli obblighi principali e le responsabilità che ogni studio deve conoscere e gestire.

Chi sono i soggetti obbligati?
Il D.Lgs. 231/2007 prevede che siano soggetti agli obblighi antiriciclaggio:

  • Dottori commercialisti e esperti contabili

  • Consulenti del lavoro

  • Avvocati e notai, limitatamente ad alcune attività

  • Centri di assistenza fiscale (CAF)

Le 4 fasi della compliance antiriciclaggio:

  1. Identificazione del cliente: rilevamento dei dati anagrafici, verifica dell'identità.

  2. Adeguata verifica: profilazione del rischio cliente e del titolare effettivo.

  3. Conservazione documentale: archiviazione digitale o cartacea dei documenti e delle valutazioni.

  4. Segnalazione operazioni sospette (SOS): invio alla UIF nei casi previsti.

La valutazione del rischio: un obbligo chiave
Ogni cliente deve essere valutato in base a un sistema di indicatori di rischio. Le categorie tipiche sono "rischio basso", "medio" e "alto". A seconda del rischio attribuito, variano le misure di adeguata verifica e la frequenza degli aggiornamenti.

Archivio Antiriciclaggio e conservazione
Ogni studio deve disporre di un archivio consultabile e conforme alle disposizioni in materia di conservazione, per almeno 10 anni dalla cessazione del rapporto.

Sanzioni e responsabilità
La mancata osservanza degli obblighi può comportare sanzioni amministrative rilevanti, fino alla responsabilità penale in caso di concorso in attività illecite. La tracciabilità è oggi il vero argine contro il rischio di contestazioni.

Conclusione
L'antiriciclaggio non è più un onere burocratico, ma una responsabilità concreta e strategica. Gli studi professionali devono integrare la compliance nei propri processi quotidiani, pena sanzioni pesanti e danni reputazionali.



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